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Meno pessimismo, più passione: il futuro del ciclismo amatoriale dipende da noi

16 ottobre 20262 min di lettura
Meno pessimismo, più passione: il futuro del ciclismo amatoriale dipende da noi

È notizia di qualche giorno fa che la Granfondo Tre Valli, già tappa del Supersix Race quest'anno, non si svolgerà più nel 2027. Una notizia che era già nell'aria tra noi "addetti ai lavori", ma che è diventata ufficiale con la pubblicazione del comunicato stampa. Nel giro di poche ore la notizia è rimbalzata ovunque, proprio come era accaduto con la Dolomiti Superbike, la Capoliveri Legend Cup e altre storiche manifestazioni analoghe.

Media e blog del settore si sono letteralmente sbizzarriti nel mettere in prima pagina, ancora una volta, le difficoltà del movimento organizzativo amatoriale, come se non ce ne fossimo già accorti. Il tutto accompagnato da immagini generate in tutta fretta con l'AI, senza prestare attenzione nemmeno alla correttezza dei loghi ufficiali.

Immagine con i loghi delle marathon MTB chiuse: Dolomiti Superbike, Capoliveri Legend Cup, Castello di Monteriggioni, Marathon Bike della Brianza, Tre Valli
Una delle grafiche circolate in questi giorni sul web

Peccato che la stessa enfasi non venga riservata dai media quando un evento nasce e cresce. In quei casi, spesso e volentieri, ci si muove a pagamento, con piani di marketing e promozione. Ma la pubblicità è una cosa e la notizia redazionale un'altra.

Perché, dunque, si cerca il click a tutti i costi quando la notizia è negativa per il movimento, mentre lo si cerca poco quando potrebbe essere positiva? Perché i media non utilizzano la propria forza comunicativa per alimentare un dibattito serio e coinvolgere chi stabilisce le regole, affinché il movimento venga indirizzato nella giusta direzione?

Organizzatori poco tutelati

Gli organizzatori hanno tutti un problema molto semplice: sono poco tutelati da chiunque. Dall'ente pubblico, che tutela se stesso rilasciando autorizzazioni solo a fronte di determinate garanzie di sicurezza nelle zone in cui si svolge una manifestazione, fino agli enti e alle federazioni, che dovrebbero essere più vicini agli organizzatori, tutelarli e supportarli, anziché lasciarli in balia dei problemi.

I due problemi del movimento

Il movimento, invece, ha un altro tipo di problema, anzi, due…

Il primo è che il mondo della bici non è più quello popolare dei primi anni 2000. Oggi comprare una bici costa più che comprare una moto e quasi quanto comprare un'auto.

Il secondo è che abbiamo bisogno di meno notizie negative e di più positività in generale.

Il ciclismo amatoriale non morirà

Il movimento continuerà, si ridimensionerà e troverà un nuovo equilibrio, ma di certo non morirà. Gli eventi non moriranno, né le Granfondo, né tantomeno l'agonismo.

Sta solo a noi, e a noi soltanto, decidere se remare verso l'oblio e la commiserazione oppure continuare a promuovere il nostro sport.

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