Che figura fa un territorio che punta alla MTB, ma vieta alle MTB di passare?

Che figura fa un territorio che punta alla MTB, ma vieta alle MTB di passare?

Come è noto, il c.o. della Granfondo di MTB Il Carpegna mi Basta, con un comunicato uscito sui propri canali, ha dovuto annullare il proprio evento in programma il 28 maggio per una revoca dei permessi da parte della Comunità Montana del Montefeltro.

La revoca non avviene per gli eventi alluvionali che hanno colpito le Marche e la Romagna ma è precedente a tale episodio. Il maltempo in questo caso quindi non c'entra.

Bike Park Montefeltro: una storia che parte 5 anni fa

All'inizio del 2018, parte una mission che si chiama Bike Park Montefeltro, ovvero un progetto di riqualificazione dell'intera area del Monte Carpegna assieme ai comuni limitrofi, per un turismo soprattutto orientato alle Mountain Bike (Bike Park). Il progetto, candidato ad un bando pubblico della Regione Marche ha suscitato non poco interesse sin da subito.

I partecipanti e promotori del bando, con l'apertura di una pagina social dedicata, hanno sin da subito fomentato la curiosità di tutti gli appassionati. Si prendeva come esempio i grandi comprensori alpini già ampiamente collaudati e funzionanti. Paganella Bike Park, Sellaronda e chi più ne ha più ne metta. Nel progetto non c'erano solo sentieri gravity con ostacoli, paraboliche e salti, ma anche la semplice riqualificazione di strade forestali, sentieri slow, enogastronomia e un occhio particolare anche ai più piccoli. Insomma una valorizzazione del Monte e dei territori limitrofi a 360 gradi.

Il 20 dicembre 2018, la Regione Marche sui suoi social formalizza ufficialmente l'approvazione del progetto (qui sotto il post completo)

Passano i mesi, e il progetto arriva anche nelle televisioni. In questo servizio del 2019 di TG2000 si parla addirittura di un testimonial d'eccezione: Vincenzo Nibali.

A inizio 2020 sul sito della Regione Marche si legge un comunicato stampa con un allegato pdf annesso (questo sotto) dove si parla nel progetto nel suo insieme. Poche settimane dopo l'Italia, ma tutto il mondo dovrà fare i conti con la Pandemia di Covid-19. Una tragedia per tutta l'umanità che blocca di fatto tanti progetti, questo compreso.

Partono i lavori, nonostante la Pandemia

Nonostante la pandemia, il 16 luglio 2020, sono stati consegnati i lavori relativi al primo lotto funzionale del Bike Park del Montefeltro. Il primo stralcio, per un importo dei lavori di circa 120.000 euro che prevede la manutenzione straordinaria della cosiddetta “salita Pantani”.

Nel marzo 2021 con l'insediamento della nuova giunta regionale, nella Terza Commissione della Regione Marche è stato approvato all’unanimità il piano triennale dei lavori pubblici di competenza dell’ente 2021 2022, 2023, che prosegue totalmente la programmazione prevista dalla precedente giunta regionale. Tra i progetti cantierabili c’è il Bike Park, dove sono stati approvati anche il secondo lotto (788.847 euro) e il terzo (200 mila euro).

C'è da dire che un evento fondamentale è stato anche il passaggio di Montecopiolo in Emilia-Romagna. Lotta che i cittadini portavano avanti da oltre un decennio e che si è concretizzata definitivamente il 5 aprile 2022. Montecopiolo era parte integrante del progetto iniziale del Bike Park Montefeltro.

I lavori per promuovere le Mtb, fermano le MTB stesse

Questa cronistoria, al di la di quelli che possono essere i tempi e gli iter dei lavori pubblici e per il quale si può essere favorevoli o meno (non è questa la sede del dibattito) è per confermare che il Bike Park Montefeltro sta prendendo forma a tutti gli effetti e i lavori si stanno eseguendo regolarmente. Sono una volta terminati si potrà dare un giudizio obbiettivo in merito. Ma il problema non è questo.

Un'area di cantiere interessata dalla GF Il Carpegna mi Basta

Il problema (grave) è che, un intero territorio che punta il suo futuro turistico proprio sulla Mtb, rischia di fare una pessima figura per dei cavilli burocratici del tutto baipassabili. Il motivo scatenante dell'annullamento del Carpegna mi Basta sta infatti nella revoca dei permessi da parte dell'Unione Montana del Montefeltro, su parte delle strade forestali attraversate dal percorso di gara perchè attraversano un'area di cantiere proprio del Bike Park Montefeltro. Permessi già ottenuti da mesi per giunta. La ASD Carpegna Experience c.o. dell'evento, ha infatti presentato dei permessi per svolgere l'evento già a novembre 2022 per evitare problemi proprio su probabili aree di cantiere e possibili concomitanze con altri eventi in loco.

Le troppe difficoltà burocratiche delle ASD Locali

Una revoca a 10 giorni dall'evento sembra un ripiego per una mancata supervisione dei documenti di gara presentati, o comunque per una mancata coordinazione con i lavori che potevano svolgersi prima o dopo nelle aree interessate. Al di la di questo, si poteva anche riflettere su possibili soluzioni, come una sospensione temporanea del cantiere per la giornata del 28 maggio o dei tracciati alternativi per permettere il regolare svolgimento dell'evento (anche perchè un'area cantiere su un sentiero naturalistico non è un cantiere autostradale o un cantiere di un immobile...). Nulla di questo però è stato fatto, nei confronti di un evento nazionale, ma soprattutto nei confronti di una ASD locale tra le più competenti in zona, che si impegna con le proprie attività a mantenere puliti oltre 40 chilometri di sentieri tutti gli anni anche senza fondi pubblici. Si è tentato fino all'ultimo di trovare una soluzione per permettere l'evento del 28 maggio, senza riuscirci.

La pessima figura di un territorio che era pronto ad accogliere centinaia di ciclisti

Come può quindi un intero territorio che ruota attorno al massiccio del Monte Carpegna, puntare al turismo Bike, se non è possibile nemmeno svolgere uno degli eventi nazionali più importanti nel panorama delle ruote grasse? Come si può impedire a dei ragazzi che fanno un'attività per la comunità di Carpegna, di interdire una semplice gara di biciclette revocando i permessi a 10 giorni dall'evento per un cavillo burocratico, impedendogli di transitare non su crateri, non su dirupi, ma su strade forestali già spianate in parte dalle ruspe? Come si può pretendere sostanzialmente, di promuovere la Mtb dove non è possibile andare in Mtb?